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Meditazioni sulla riforma della PA

La riforma della PA non è una “cosa da specialisti” ma una frontiera dove si misurerà la nostra capacità di cambiare e la nostra possibile democrazia e libertà

Giovedì 7 maggio presso l’Associazione daSud  si è svolto un incontro molto interessante sul tema “Mafie lontane dal Sud” a cui hanno partecipato il prof. Rocco Sciarrone, dell’Università di Torino, capo della più importante equipe di studiosi sulle mafie d’Italia e il procuratore aggiunto e capo della Dda Michele Pristipino che ha coordinato le indagini su Ostia e su Mafia Capitale, l’organizzatore dell’incontro Danilo Chirico anche nella qualità di coordinatore delle due ricerche  svolte da daSud che hanno prodotto due volumi: Roma tagliata male e Mammamafia. Questo incontro, su cui torneremo per la qualità degli scambi, delle letture e delle proposte avanzate, ci pare la giusta cornice per presentare della documentazione sulla Riforma della PA presentata dal Governo.

Grande parte infatti di Mafia Capitale nasce e si sviluppa in quella forma “originale e autoctona” come viene definita dall’Ordinanza della Procura, quale azione illecita e criminale svolta negli ambiti della PA.

L’impianto originale infatti si prefigura come un sistema che in modo strutturato intermedia la ricchezza pubblica distorcendo gare, bandi, avvisi pubblici e affidamenti e ricevendo compensi per servizi mai resi o mal resi o inutili o maggiorati per urgenze o presunte specializzazioni introvabili. In questo sistema, la PA è protagonista in tutti gli atti, la Politica spesso complice ma più succube, il Credito e il sistema delle Professioni  è complice.

Leggere il dipanarsi degli eventi raccolti nella ordinanza, attraverso i dialoghi dei protagonisti intercalati dalle riflessioni logiche degli inquirenti è mostruoso e affascinante. Ci appare un mondo del male debordante che non trova quasi ostacoli, oltre lo scontro tra bene e male che appare nelle opere di Dostoevskij, il bene qui quasi non appare, lo scontro titanico è rimandato ad altri tempi.

Ma tralasciando il metodo criminale e tornando ad un quotidiano vissuto, non possiamo non notare che molti degli inciampi, delle contraddizioni, degli arbitri e delle deformazioni nascono da un corpo di leggi e regolamenti amministrativi immensamente dettagliato e contraddittorio che permette tutto e il contrario di tutto, oltre che da un comportamento dei soggetti operanti, dei responsabili, amorale e privo di ogni contenuto da Cives, necessario per in un responsabile per il ruolo che svolge di un bene pubblico.

Questa grande stratificazione formatasi negli ultimi venti anni con una moltiplicazione dei centri di spesa esponenziale, vedi la riforma delle Regioni, l’uso di società strumentali negli Organismi Pubblici, e non ultimo la svolta nella riforma Bassanini di separazione tra la responsabilità politica e quella amministrativa su cui forse andrebbe fatta una riflessione. Di fatto il controllo della Corte dei Conti coglie le tendenze generali ma, con difficoltà entra nei molteplici dettagli. Il Consiglio di Stato, quale ultima istanza, rimane intrisa con venature di ambiguità, per la contiguità di molti dei suoi Consiglieri con l’Esecutivo, con il  Governo, mentre nei TAR regionali abbiamo valutazioni diverse in  casi simili.

In questo brodo di confusione cresce l’intermediazione delle ricchezza pubblica, molto più diffusa di quanto non possano rendere le indagini della Magistratura. Tanti piccoli o grandi e diversificati aggiustamenti, promossi o facilitati da un corpo intermedio silente composto da professionisti, pubblici funzionari e imprenditori, che hanno scoperto una redditività aggiunta, essere pagati senza lavorare, essere pagati anche per un cattivo lavoro o per un lavoro inutile, non a danno di qualcuno, ma, a danno di tutti.

In questa tenaglia il Paese si è infiacchito, chiuso in se stesso, le buone idee stentano ad affiorare, chi c’è l’ha le fa emergere fuori da questo contesto, altrove, timoroso di esserne derubato, la voglia di rischiare svanisce.

La riforma della PA non è quindi una “cosa da specialisti” ma una frontiera dove si misurerà la nostra capacità di cambiare e la nostra possibile democrazia e libertà.

Eugenio de Crescenzo

La riforma PA Renzi: guida alle novità

Il disegno di legge contenente la Riforma Pa Renzi è stato approvato dal Senato della Repubblica.

Sono presenti diverse deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche:

  1. Nuova cittadinanza digitale
  2. Nuova disciplina della conferenza di servizi
  3. Inizio di attività con la SCIA: segnalazione certificata di inizio attività
  4. Nuove regole per il silenzio assenso
  5. Nuova autotutela amministrativa
  6. Regole anticorruzione: pubblicità e trasparenza e diffusione di informazioni
  7. Nuove regole su inconferibilità e incompatibilità
  8. Novità per ministeri ed enti pubblici: riorganizzazione degli uffici e delle funzioni di Presidenza del Consiglio dei Ministri, ministeri, agenzie governative nazionali, enti pubblici non economici nazionali
  9. Cambiano le Camere di Commercio
  10. Nuova dirigenza pubblica e valutazione dei rendimenti dei pubblici uffici
  11. Telelavoro e congedi parentali: promozione della conciliazione dei tempi di vita e lavoro nelle amministrazioni pubbliche
  12. Cambiamento del pubblico impiego alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni
  13. Partecipazioni azionarie delle pubbliche amministrazioni
  14. Riordino della disciplina dei servizi pubblici locali

 

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